Museo Risorgimento e Età Contemporanea - Padova, Veneto - Musei

Il Piano Nobile del Pedrocchi, uno dei più noti caffè storici del mondo, che si trova a Padova, ospiterà il Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea. Esso documenta, attraverso reperti in molti casi unici, fatti e protagonisti di un secolo e mezzo di storia padovana e nazionale, dal tramonto della Repubblica Veneta (1797) alla promulgazione della Costituzione Repubblicana il primo gennaio del 1948. Centocinquant’anni di storia in cui la città di Padova ha avuto spesso un ruolo di grande rilievo, se non di protagonista assoluta, non solo per il verificarsi di eventi di portata storica, ma anche per la presenza, nelle diverse epoche, di personalità illustri. Il Pedrocchi è parsa subito la sede perfetta per ospitare questo nuovo Museo. Qui, l’8 febbraio del 1848, gli studenti del vicino Ateneo insorsero contro gli occupanti austriaci: tale sommossa fu la premessa, in Italia, della Prima Guerra di Indipendenza e, in Europa, dell’anno che vide rivoluzioni e moti popolari divampare in numerose nazioni. Tracce dei colpi sparati dagli austriaci contro gli studenti asserragliati all’interno del Caffè sono ancora evidenti nella Sala Bianca dello storico edificio. Nel 1866 il Veneto fu annesso al Regno d’Italia: al Comando Generale acquartierato a Padova giunse, da Bezzecca, il celebre Obbedisco di Giuseppe Garibaldi, atto storico di quella terza e ultima Guerra d’Indipendenza. Padova fu protagonista anche negli anni della Grande Guerra: Capitale al fronte, sede del Comando Supremo e delle Missioni Alleate e successivamente dell’Armistizio, firmato a Villa Giusti il 3 novembre 1918. Quello stesso giorno i bersaglieri, sbarcati dal cacciatorpediniere Audace nella Trieste liberata, sventolarono il vessillo italiano ora esposto al nuovo Museo. Il periodo fascista, documentato anche attraverso filmati dell’Istituto Luce e dell’Imperial War Museum, è ricordato dalle immagini dell’adunata in Prato della Valle per il discorso che Benito Mussolini tenne il 24 settembre del ‘38, alla vigilia della seconda guerra mondiale. Le Leggi Razziali di quello stesso anno colpirono 500 ebrei padovani e, tra essi, molte personalità dell’Ateneo. Ancora vive nelle memoria di molti sono le efferatezze della Banda Carità, il reparto speciale della Banda Repubblicana alle dirette dipendenze delle SS. Tredici medaglie d’oro al Valor Militare testimoniano la nobile partecipazione di alcuni cittadini padovani al secondo conflitto mondiale. Non poteva mancare il ricordo dell’11 marzo del 1944, quando una bomba alleata polverizzò gli affreschi del Mantegna nella Cappella Ovetari. Attraverso i reperti e i documenti esposti (numerosi donati da privati cittadini, altri concessi da diversi Istituti di Cultura padovani e non, il nuovo Museo invita anche alla scoperta o riscoperta del Piano Nobile del Pedrocchi. Il celeberrimo Caffè senza porte, fu aperto al pubblico nel 1831. Il piano superiore, o Piano Nobile, venne invece inaugurato nel 1842, anno in cui Padova ospitò il Congresso degli Scienziati Italiani. Tutte le sale del “ridotto” ruotano intorno alla magnifica Sala Rossini, il salone da ballo nello sfarzoso stile impero. Nel 1891 Domenico Cappellato Pedrocchi, figlio adottivo del fondatore Antonio, lasciava il Caffè al Comune di Padova con il vincolo di “conservare l’uso dello stabilimento... come trovasi... nulla trascurando onde... possa mantenere il primato in Italia”. L’apertura del Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea in locali che ampliano il percorso museale del celebre Piano Nobile dello Stabilimento va esattamente nella direzione che Pedrocchi sognava per la sua mirabile creatura. Il Museo è aperto tutto l'anno, chiusura il lunedi e i festivi.

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Commenti
10 giugno 2009
Pinco pallino ha scritto:
Con i quotati chef Stefano Al dreghetti, Ernst Friedrich Knam, Borut Jakice Olmedo Franco Pedro Javier, che si daranno battaglia tra i fornelli, sotto gli occhi attenti di una giuria ad alto contenuto di professionalità. Tra i giurati, figurano esponenti quali Angelo Concas, rinomato enogastronomo sardo,e Gavino Sanna, pubblicitario sardo di fama internazionale.
10 giugno 2009
Pinco pallino ha scritto:
Con i quotati chef Stefano Al dreghetti, Ernst Friedrich Knam, Borut Jakice Olmedo Franco Pedro Javier, che si daranno battaglia tra i fornelli, sotto gli occhi attenti di una giuria ad alto contenuto di professionalità. Tra i giurati, figurano esponenti quali Angelo Concas, rinomato enogastronomo sardo,e Gavino Sanna, pubblicitario sardo di fama internazionale.
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