Da Bolzano al Lago Carezza - Bolzano/Bozen, Trentino-Alto Adige - Itinerari

Bolzano è posta alla confluenza del Talvera con l’Isarco: fin dall’antichità fu un importante nodo sulle vie di comunicazione tra le regioni italiane e i paesi transalpini. Sugli edifici della centrale Piazza Walter spicca il gotico Duomo, con il particolare tetto dai molti colori e un elegante campanile a cuspide traforata. All’interno, sono conservati uno splendido pulpito a rilievi del 1514 e un grandioso altare barocco. Vicino troviamo il Convento e la Chiesa dei Domenicani, con annessa la Cappella di San Giovanni, affrescata da pittori di scuola grottesca. Da visitare il Museo Civico ricco di costumi folcloristici, oggetti dell’artigianato locale, ricostruzione di ambienti tradizionali, reperti archeologici, sculture lignee. La caratteristica Via dei Portici è il nucleo originale della città di Bolzano e ne costituisce ancor oggi il centro commerciale: è da osservare il Palazzo Mercantile. Nelle vicinanze, molti sono i castelli: Castel Mareccio, con torri cilindriche e mastio, è oggi adibito a centro culturale e turistico; Castel Roncolo, famoso per gli affreschi di pittura profana medievale, è arroccato su un roccione a picco sul Talvera, lungo la strada per Sarentino. Da Bolzano prendiamo la SS 508 e, salendo attraverso una gola rossastra, costeggiamo il Talvera finchè ci si aprirà davanti la Valle Sarentina: uno spettacolo di boschi e prati disseminati di casolari fioriti, che ci accompagnerà fino al Passo di Pennes. Il Corno Bianco, il Montaccio di Pennes, il Corno di Tramin e la Cima Stlives sono le vette dei Monti Sarentini che formano un’ampia cornice naturale al Passo di Pennes. Dal rifugio del passo, aperto da giugno ad ottobre, partono numerosi sentieri che consentono magnifiche escursioni. Scendendo, la vista del Castel Tasso e del Castel Pietra ci scorta fino a Vipiteno. La Vipitenum romana nel Medioevo fu città prospera, grazie agli scambi commerciali lungo la via del Brennero e alle miniere d’argento. Distrutta da un incendi, venne ricostruita tra i secoli XV e XVI. Bella la Via Città Nuova, fiancheggiata da case di tipo nordico, quasi tutte merlate, dai balconi fioriti e dalle caratteristiche insegne in ferro battuto. Il Palazzo Comunale, con sculture e dipinti, racchiude un pittoresco cortile- ballatoio. Particolari sono anche i cortili a lucernario, come quelli della Casa Geizkofler. Da notare il monumento a San Giovanni Nepomuceno, ex voto per scongiurare lo straripamento dell’Isarco, che si ripeteva ogni anno infliggendo danni incredibili alla popolazione. La SS 12 ci porta ora a Bressanone. Nei suoi edifici lo stile gotico si armonizza con quello rinascimentale e rococò. Le medievali vie dei Portici Maggiori e Minori e i vicoli della città vecchia offrono un’immagine inconsueta, così come il nucleo attorno al Duomo, costruzione del secolo XIII con chiostro affrescato in gotico tirolese. Nel Museo Diocesano sono conservati il tesoro del Duomo e una rara collezione di presepi. Dopo aver percorso ancora un breve tratto della SS 12 imbocchiamo la SS 49 arriviamo ad Abbazia di Novacella (3 km). In una conca soleggiata quest’abbazia, fondata nel 1142 dai monaci agostiniani, diede notevole impulso culturale ed economico a tutta la zona. E’ un complesso d’edifici d’epoche diverse e sfondo suggestivo di vigneti. Ben conservate le mura a nord della chiesa, con torretta e cammino di ronda. Da notare la torre romanica alta 40 metri e la chiesa, pregevole testimonianza del barocco austriaco. Non dimentichiamo la Cappella di San Michele, a pianta circolare e con bifore romaniche. All’interno dell’Abbazia ci sono il cosiddetto “Pozzo delle Sette Meraviglie” e la cantina conventuale, dove vengono venduti gli splendidi vini atesini. Con la SS 49 raggiungiamo poi Brunico, la più importante città della Val Pusteria. Circondata da boschi e colline, offre scorci interessanti come quello del castello e delle case del centro storico, merlate e dal tipico aspetto nordico. Una funivia collega Brunico con il centro sciistico di Plan de Corones, dalla cui sommità si può godere uno splendido panorama. Caratteristici i castelli: il più grande è il Castello di Tures all’imbocco della valle Aurina; non meno belli anche se più piccoli sono Castel San Michele, Castel Monguelfo e Castel Lamberto. Prendiamo ora la SS 244, per arrivare a Corvara di Badia. Da Corvara si possono compiere escursioni nei dintorni, verso l’altipiano del Pralongià, zona sciistica invernale e vasta distesa di prati fioriti in estate. In tutta la Val Badia è stata conservata la parlata ladina assieme ad una serie di tradizioni, che si esprimono nell’artigianato, nelle feste folcloristiche e nella cucina tipica: capriolo in umido con polenta, salamini affumicati, strüdel di mele e il liquore Genziana Alpina. Da Corvara possiamo continuare verso Canazei, stazione turistica internazionale, adagiata in una conca ricoperta di prati e coronata di boschi, su cui si stagliano le colossali muraglie del Sassolungo, la gigantesca piramide del Gran Vernel e le pareti del Gruppo Sella. Ultima tappa prima del rientro a Bolzano, è Carezza del Lago, località nota per il suggestivo laghetto di formazione glaciale, nelle cui acque di un verde smeraldo si specchia la frastagliata cresta grigio-perla del Latemar e la foresta di abeti che gli fa da cornice. Più in alto, adagiato in una conca di prati e boschi, troviamo l’abitato, da cui parte una seggiovia per il Rifugio Paolina, sulle pendici meridionali del Catinaccio, da dove si gode un panorama grandioso, che spazia dalle vette dell’Ortles alle Alpi Breonie. Nel Lago Carezza, che gli antichi chiamavano “Lago dell’Arcobaleno”, si vedono riflessi tutti i colori dell’iride. Una leggenda spiega l’origine di questo fenomeno: uno stregone, invaghitosi di un’ondina che viveva nel lago, aveva cercato di attirarla a sé mostrandole un arcobaleno; non essendo riuscito nel suo intento, lo fece a pezzi e lo gettò nel lago.

Guida turistica per tutte le località italiane con informazioni pratiche su ricettività, prenotazioni, foto, manifestazioni, numeri utili e altro

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Commenti
10 giugno 2009
Pinco pallino ha scritto:
Con i quotati chef Stefano Al dreghetti, Ernst Friedrich Knam, Borut Jakice Olmedo Franco Pedro Javier, che si daranno battaglia tra i fornelli, sotto gli occhi attenti di una giuria ad alto contenuto di professionalità. Tra i giurati, figurano esponenti quali Angelo Concas, rinomato enogastronomo sardo,e Gavino Sanna, pubblicitario sardo di fama internazionale.
10 giugno 2009
Pinco pallino ha scritto:
Con i quotati chef Stefano Al dreghetti, Ernst Friedrich Knam, Borut Jakice Olmedo Franco Pedro Javier, che si daranno battaglia tra i fornelli, sotto gli occhi attenti di una giuria ad alto contenuto di professionalità. Tra i giurati, figurano esponenti quali Angelo Concas, rinomato enogastronomo sardo,e Gavino Sanna, pubblicitario sardo di fama internazionale.
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